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XXIV Rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes

Persone attive, propositive, in grado di contribuire alla crescita del paese. Sono i “Migranti, attori di sviluppo”, secondo il ventiquattresimo rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes   presentato lo scorso 4 giugno a Expo Milano 2015, nell’ambito del convegno “I migranti e il cibo. Dallo sfruttamento lavorativo all’imprenditoria etnica”

 Dall’esperienza maturata in tanti anni di servizio, Caritas e Migrantes hanno voluto raccontare quanto l’Italia e gli italiani ricevono dai migranti che hanno scelto o continuano a scegliere il territorio italiano come meta di emigrazione; descrivere i volti delle persone che si incontrano, dei nuovi cittadini che, pur non essendo italiani, contribuiscono attivamente a sostenere l’Italia ancora in difficoltà economiche e culturali.

Nel testo vengono analizzati i dati ufficiali assieme a quelli raccolti dai servizi Caritas, le variabili sociali ed economiche, gli impatti dell’immigrazione in un contesto che vede nel migrante un attore di sviluppo per settori che sarebbero in crisi senza l’apporto di manodopera straniera. Dallo scenario globale si passa ad approfondimenti rispetto alle singole regioni italiane.

Ad inizio 2014, si registrano in Italia, secondo i dati Istat riportati nel Rapporto, 60.782.668 abitanti, di cui 4.922.085 straniere, che rappresentano l’8,1% della popolazione totale. Gli stranieri in Italia, nel corso del 2014, hanno prodotto l’8,8% della ricchezza nazionale, pari a oltre 123 miliardi di euro. Mentre, però,  la retribuzione netta media mensile dichiarata dagli occupati italiani è di 1.326 euro, quella relativa ai cittadini comunitari scende a 993 euro, per scendere ulteriormente a 942 euro per i cittadini non comunitari.

Una specifica sezione del Rapporto è dedicata all’Expo Milano 2015, in cui vengono trattati due argomenti: il cibo come causa delle migrazioni e il cibo come occasione di sviluppo, nella consapevolezza che “a volte basta solo cambiare prospettiva per essere sensibilizzati diversamente alle problematiche sociali».

(Fonte: Caritas Italiana)

Da www.integrazionimigranti.gov.it

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